Dov’è
Nel cuore del Sannio antico c’è un posto dove l’atmosfera è impregnata di tradizione, amore per la terra, orgoglio dei mestieri tradizionali, attaccamento genuino ai valori di un tempo. Questo posto è Pontelandolfo.
Piccolo borgo medievale situato sulle colline a sud-est del massiccio del Matese, fa parte della comunità montana Titerno e Alto Tammaro, su cui domina l’antica torre baronale che faceva parte di un complesso architettonico molto più ampio (un castello, distrutto a seguito del terremoto 1688, ed altre torri, collegate alla struttura portante mediante ponti levatoi).
L’abitato è situato in un paesaggio naturale fatto di oliveti e boschi.
Da non perdere
Se ti trovi nei dintorni non puoi perderti di visitare il piccolo borgo medievale dominato dall’antico castello, di cui oggi rimane in piedi solo la torre visibile che attualmente è di proprietà privata. Alta oltre venti metri e con un diametro di quattordici metri ed uno spessore delle mura del basamento di 4,5 metri. Insieme a questa struttura si aggiungono due fontane: la Fontana di piazza Roma, sita nel centro storico, ha una curiosa forma a battistero, è dotata di otto bocche di acqua ed è chiamata anche fontana “Teglia” per l’antica presenza di un gigantesco tiglio e la Fontana ponte nuovo, costruita nel 1764 e situata nell’omonima località lungo la strada statale n. 87.



Da visitare ci sono diverse architetture religiose tra cui:
La Chiesa Parrocchiale del SS. Salvatore, caratterizzata dalla facciata in pietra locale, risale al XVII secolo ma è stata oggetto di diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli. L’interno, a tre navate, conserva pregevoli altari settecenteschi.
E il Tempio dell’Annunziata: edificato nel XV secolo sulle mura di cinta del Castello, è caratterizzato da un campanile sormontato da una edicola barocca.




Storia
Intorno al 980 d.C. nacque l’attuale borgo che prese il nome di Pontis Landulphi dal principe longobardo Landolfo che vi edificò un ponte sul torrente Lenta per accedere al suo castello. Il paese si ingrandì durante il periodo delle guerre tra Guelfi e Ghibellini dove molti vennero a trovare rifugio.
Subì due assedi nel 1138 e nel 1462, il primo ad opera di Ruggiero il Normanno e il secondo su iniziativa di Ferdinando I d’Aragona. numerosi danni a causa dei vari terremoti che colpirono il Sannio ed in particolare dal sisma del 1456 e da quello del 1688.
Un fatto storico interessante potrebbe essere del 14 agosto 1861 dove Pontelandolfo fu teatro, insieme alla vicina Casalduni, di un’azione militare dell’allora appena costituito Regio Esercito italiano come rappresaglia per l’uccisione da parte di briganti locali di 45 soldati avvenuta a Casalduni il 7 agosto di quell’anno. Non furono forniti dati ufficiali sul numero totale delle vittime della repressione. A Pontelandolfo fu una vera e propria strage: bersaglieri piombarono in paese, fucilarono quanti incontravano, saccheggiarono, massacrarono gli uomini, violentarono e uccisero donne e bambini, appiccarono il fuoco alle case, e giocarono al tiro a segno con i disgraziati che fuggivano dalle abitazioni in fiamme.



Curiosità
La cittadina è gemellata con la città di Waterbury, nello stato del Connecticut negli Stati Uniti d’America. La località è una delle molte mete degli emigranti di Pontelandolfo che, nel corso del XIX e XX secolo, hanno attraversato l’Oceano Atlantico distribuendosi fra Canada, USA e America Latina. A Waterbury gli emigranti e i loro discendenti hanno fondato un’associazione: il Pontelandolfo Community Club, dove si riuniscono circondati da strutture erette in modo da somigliare a elementi caratteristici del paese d’origine come l’antica torre che sovrasta la piazza principale del borgo.
Alla strage del 1861 il gruppo musicale degli Stormy Six ha dedicato una canzone all’eccidio dal nome Pontelandolfo.





