Castelpagano

Tra boschi, storia romana e sapori

Dov’è

Castelpagano, un comune di 1350 abitanti, si trova nella parte settentrionale della provincia di Benevento, al confine col Molise. L’abitato è adagiato in un avvallamento posto a ridosso della valle del torrente Tammarecchia ed è costituito da due nuclei distinti che convergono in una vasta piazza centrale, l’uno antico e l’altro di moderna concezione. Castelpagano, un comune di 1350 abitanti, si trova nella parte settentrionale della provincia di Benevento, al confine col Molise. L’abitato è adagiato in un avvallamento posto a ridosso della valle del torrente Tammarecchia ed è costituito da due nuclei distinti che convergono in una vasta piazza centrale, l’uno antico e l’altro di moderna concezione.



Da non perdere

Architetture religiose:

Tra gli edifici sacri spiccano la chiesa del Santissimo Salvatore, di stile romanico, quella del Sacro Cuore di Gesù (1638), restaurata di recente, la chiesa seicentesca di San Rocco e quella settecentesca di Sant’Onofrio. Nel 1903 venne lesionata dal terremoto la Chiesa Madre ma i danni più gravi si ebbero nel 1962 e nel 1980: in entrambi i casi più del 50% degli edifici venne danneggiato gravemente

La Chiesa del SS. Salvatore è la chiesa madre della comunità religiosa castelpaganese. Uno dei più antichi edifici sacri del cristianesimo in Castelpagano fu la prima chiesa di cui nulla si conosce, tranne il titolo e il sito. Per terremoti, eventi bellici e sviluppo demografico ha subito varie riattazioni ed ampliamenti. La data rinvenuta in un gradino dell’altare maggiore A.D. 1579 indica una sua ristrutturazione.

La  facciata della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù conserva la struttura originaria, interamente in pietra, terminando orizzontalmente con cornicione aggettante.  Al centro è ubicato l’ingresso in un portale di pietra, con sopra una finestra ad arco a tutto sesto.

Architetture civili:

Il palazzo ducale, riedificato nel XVIII secolo ma risalente al periodo aragonese, era inizialmente dotato di quattro torri e di un ponte levatoio, ormai perduti. Oggi il palazzo si presta a splendida cornice per lo svolgimento di cerimonie pubbliche e private.

Accanto al palazzo si eleva una colonna in pietra calcarea, la cosiddetta “colonna infame”, destinata un tempo alla fustigazione dei malfattori; è costituita da pezzi lavorati in pietra bianca ovale, poggianti su una piattaforma a tre gradini. La Colonna dell’Infamia, risalente al ‘600, reca l’iscrizione latina “flagello stultus sapientor fit” (con la sferza lo stolto diventa saggio).

Storia

La presenza dell’uomo nell’agro di Castelpagano é remotissima, documentata dagli utensili lapidei postchelleani e da fossili umani ivi rinvenuti. L’ascia Postchelleana di Castelpagano (conservata in un museo di Roma)  é certamente un documento del periodo di transizione tra il Paleolitico e il Neolitico nel Sannio.

L’origine di Castelpagano e del suo nucleo abitato è confermata, inoltre, dalle due statuine di bronzo di Eracle (Ercole) rinvenute a Castelpagano e conservate nel Museo del Sannio di  Benevento che sono esemplari di arte italica nell’area sannitica del V secolo avanti Cristo. L’origine del nome Castelpagano può essere collocata alla conquista del Sannio dei Romani, che usavano torri a difesa delle loro stazioni di presidio, per un sistema di difesa sul territorio. L’aggettivo paganum specificativo del Castello fa ritenere che i Romani edificarono la torre (Castello) nel pagus preesistente dove, presumibilmente, era praticato il culto di Ercole.

Molti furono i cataclismi, quali il terremoto dell’anno 369 d.C. che cancellò le tracce di civiltà nel Sannio e il terremoto del 396, oltre alle invasioni barbariche. Le prime notizie certe del paese risalgono alla sua conquista normanna. In quest’epoca venne affidato alla contea di Buonalbergo e a quella di Civitate.

Castelpagano sotto gli Angioini aveva grande importanza appartenendo il feudo a famiglie regnanti ed era terra di demanio regio sotto i  De Caude, borgognoni. Sicuramente Castelpagano ebbe l’autonomia locale al tempo della denominazione spagnola nel Meridione, di cui la Colonna della Gogna è documento. 

Al tempo dei Napoleonidi (1806-15) il Comune di Castelpagano fu staccato da Colle e aggregato al mandamento di S.Croce del Sannio nel 1809 e insieme a Colle, Cerce Maggiore fece parte della provincia di Campobasso e solo successivamente passò alla provincia di Benevento, nel 1861 con il Regno d’Italia.

Curiosità

Tra i prodotti da gustare in questo paese ricco di storia vi sono il prosciutto locale e i funghi. Ad entrambi sono dedicate delle sagre: la Sagra del Prosciutto paesano e la Sagra del Fungo Porcino. La crescita dei funghi è, in effetti, favorita dal bosco distante solo 7 km dal centro abitato.  Esso presenta due laghetti montani che facilitano la vita di diverse specie di animali e vegetali. Il bosco è, appunto, un’ottima dimora per i funghi che possono crescere copiosamente.

Da non dimenticare è la festa di S. Antonio da Padova. Si tiene il 26 giugno: alla messa segue un’originale processione dove la statua del santo viene preceduta da bimbi del paese che indossano il saio francescano. La tradizione risale indietro di molti secoli, quando a Castelpagano vi era un convento francescano.