Arpaise

Il paese dei fiori e della cortesia

Dov’è

Il comune di Arpaise si trova sul confine meridionale della provincia di Benevento tra Pannarano, Pietrastornina ed Altavilla Irpina; Arpaise è un paese che si caratterizza per la suggestiva posizione collinare, dalla quale si possono ammirare in lontananza i monti del Partenio e del Taburno. L’intero comune si compone delle frazioni: Terranova (Terranova Fossaceca), Russi, Casalpreti, Covini, Pasquarielli e Mignolli. Il territorio comunale è compreso fra i 205 ed i 530 m s.l.m., pari ad un’escursione altimetrica di 325 m s.l.m.



Da non perdere

Esplorare Arpaise e i suoi dintorni è un’opportunità unica per immergersi nella cultura e nella storia della Campania meno conosciuta. Ogni località ha il suo carattere distintivo, dal fascino storico al relax naturale, offrendo un’ampia gamma di esperienze per ogni tipo di viaggiatore. Che tu sia un amante della storia, un appassionato di natura o semplicemente in cerca di serenità, Arpaise e la sua area circostante sapranno affascinarti e regalarti ricordi indimenticabili.
Ci troviamo immersi in un paesaggio collinare tra la valle del fiume Sabato e i monti del Partenio. Partendo dalla parte sud del paese si possono attraversare ruscelli e i torrenti Avellola e San Martino che affluiscono nel fiume Sabato a pochi chilometri dal luogo dove le leggendarie “Janare” (streghe) si incontravano per compiere i loro riti magici. Salendo si passeggia attraverso grandi distese di prati e vigneti, si possono incontrare delle masserie diroccate, segno di un’antica civiltà contadina, e si può odorare il profumo dei fiori e della camomilla. Giunti nei pressi di Piano Calabrese ci si trova difronte ad una scelta, continuare la passeggiata nella natura o si può intraprendere un percorso storico-religioso. Il primo percorso ci fa salire fino alla Costa del Rosario, patria del Falco Pellegrino ed altri uccelli. Attraversando un bosco di querce si giunge fino alla sommità dei “Peschi” da dove si gode di un ottimo panorama sul versante del Partenio. Si comincia poi a scendere a Pasquarielli dove si ha modo di visitare le grotte. Se invece si sceglie il percorso storico-religioso si arriva a Terranova dove si può visitare il santuario dei SS. Cosma e Damiano e i resti del Castello Normanno. Attraversando i boschi di quercie e pioppi si giunge alla contrada Russi caratterizzata da un bel centro storico ed un panorama sul versante del Taburno e sul massiccio del Matese. Dal centro storico di Arpaise si prosegue per i Ferrari fino alle zone Porcini, Termini, Urbanelli e Covini all’ombra di un bellissimo castagneto, ricco di funghi porcini. Scendendo fino a valle verso il mulino della Starza dove su di un ponte in pietra vecchissimo, si attraversa il torrente San Martino e si giunge fino alla “Fontana de’Papi”, sorgente di acqua oligominerale.

-PIAZZA DONISI:
Piazza Donisi è il nucleo della vita del villaggio, con attività locali e piccoli eventi che animano il suo spazio.

L’atmosfera serena di Piazza Donisi è accentuata dal fascino dei suoi edifici storici, che si ergono con eleganza attorno all’area centrale. L’architettura rende omaggio alla storia locale, raccontando secoli di cultura e tradizioni. Passeggiando lungo le strade, si possono ammirare dettagli architettonici unici, porte antiche e finestre decorate che testimoniano il passato glorioso del paese.

-PIAZZA SANTI COSMA E DAMIANO:

Piazza Santi Cosma e Damiano e del santuario omonimo, un luogo di culto storico e punto di riferimento per i visitatori. La piazza rappresenta il cuore pulsante del piccolo comune, situato nel verde della provincia di Benevento. Arpaise è un connubio perfetto tra storia, fede e natura, dove i visitatori possono respirare un’atmosfera di tranquillità e autenticità.

MONUMENTO AI CADUTI DI TUTTE LE GUERRE
Il Monumento ai caduti di tutte le guerre è rappresentato da un carro armato M36 Jackson, circondato delle aste su cui sventolano le Bandiera, con una grande lettera “A” in ferro, A come Amore, che simboleggia il nome di Arpaise, sotto la quale vi sono le lapidi dove sono riportati i nomi dei Caduti, facendo così un gesto concreto di amore per l’amata comunità di Arpaise e verso il Tricolore onorando la memoria dei Caduti in Guerra di Arpaise.

TERRANOVA, RUDERI DEL CASTELLO MEDIEVALE
Terranova, oggi frazione di Arpaise, già nel XII-XIII secolo doveva presentarsi come abitato definito o almeno come presidio militare fortificato. Se del centro storico medioevale rimangono poche tracce, del castello sono ben visibili le mura, alcune cortine ed un torrione circolare. Il toponimo Terranova deve addursi alla chiara circostanza per cui in origine l’abitato doveva locarsi a valle (fossaceca) e solo successivamente, intorno alla seconda metà del XV secolo fu riedificato, a seguito di distruzione bellica, in un sito nuovo, più elevato e per questo detto Terra nova. le popolazioni civili si arroccavano o sulle alture o in aree geografiche impervie e protette naturalmente, come per l’appunto Fossaceca; in altri casi, crescevano e si sviluppavano intorno all’edificio fortificato, per difendersi meglio in caso di attacco o di incursioni. … Le devastazioni più consistenti all’originaria fortezza normanna, che fu quasi del tutto abbattuta, appartengono alla prima metà del Quattrocento. Il villaggio di Terranova, quello originario situato a valle, fu pertanto incendiato e mai più ricostruito. Quanto alla fortificazione, appare improbabile che fu riedificata in altro luogo: tutte le torri e gli avamposti militari avevano una valenza strategica, per cui dovevano aprirsi al controllo visivo del territorio circostante. Nemmeno da valle, dove sorgeva il primitivo villaggio, si godeva di sufficiente panoramica per avvistare il nemico. Siamo pertanto convinti che il castello di Terranova sia sempre stato lì dove ora si vede e sulle sue rovine normanne poi ricostruito, anche dal fatto che nessuna vestigia di fortino è stata rinvenuta fino ad oggi nella conca pianeggiante.

Storia

Le origini del nome dell’abitato sono state attribuite a profughi provenienti da Arpi (Foggia). Secondo una leggenda invece, il nome potrebbe altrimenti derivare dal greco Arpax, indicando la presenza di rapaci. Arpaise era sino al 1833 una località del comune di Terranova Fossaceca. Dal 1834 l’amministrazione e dunque la sede del Comune passarono ad Arpaise. Il centro della vita feudale anticamente era Terranova, che già nel XII-XIII secolo doveva presentarsi come abitato definito o come presidio militare fortificato. Nei documenti s’incontra il toponimo “Terranova Fossaceca” nel senso di gola chiusa per la posizione geografica strozzata, per cui ogni strada di accesso al luogo da ovest a sud-est appare negata e sicuramente anche per lo sviluppo pianeggiante a mò di conca. Guglielmo II nel 1181, affidò il beneficio di Terranova, per molti anni rimasto di regio possesso, con la reggenza di un milite, a Guglielmo di Fossaceca della famiglia di Ugone, il quale la teneva in suffeudo e pagava dei tributi in natura per l’estensione topografica attuale di Arpaise-Terranova. E’ probabile che fu lui stesso ad ordinare la costruzione di un fortilizio (rimaneggiato forse più tardi dagli Orsini), di cui oggi restano alcune cortine e un torrione circolare. Nel 1453, Francesco Orsini, conte di Gravina e prefetto di Roma, chiese ad Alfonso I° d’Aragona il permesso di popolare il suo castello di Fossaceca, distrutto dalle continue guerre. Il re diede il suo benestare. Così nel 1450 venne ricostruito il vecchio fortilizio oltre alla Cappella del Rosario. Il nucleo abitato si spostò in un luogo più elevato e per questo detto “Terra nova”. A questi anni risale anche l’Università di Terranova, un ufficio pubblico che conservava gli atti basilari della vita dei lavoratori della terra e che venne esattamente configurato dal Concilio di Trento. Terranova fu degli Orsini fino al termine del secolo (1496), quando fu venduta a Bartolomeo di Capua, già conte di Altavilla. Rimase in possesso di questa famiglia fino al 2 maggio 1566 quando Giovanni di Capua la vendette a Vincenzo Siscara. Il 3 settembre 1573 fu comprata ad un’asta da Antonio Rota per Antonio Carafa, marchese di Montebello; successivamente venne acquistata da Orazio Carafa di Stigliano che la vendette a Cesare Pagano il I° luglio 1594. Il 30 ottobre 1641 fu venduta, per l’ennesima volta, volontariamente, a Francesco della Leonessa, duca di S. Martino. Il prezzo, in ducati 13000, fu pagato da monsignor Fabio della Leonessa, arcivescovo di Conza e patriarca di Antiochia, lo stesso, cioè, che riedificò la Rocca di Ceppaloni. Nelle numerazioni dell’ex regno di Napoli l’intero comune è sempre riportato con il nome di Fossaceca. Solo nei primi anni del 1700 comincia a svilupparsi il nucleo di Arpaise vero e proprio. Tra il 1580 e il 1630 erano comparse le famiglie Capone e Romagnoli. Sempre nel secolo XVIII un militare spagnolo aveva dato inizio all’abitato di Pasquarielli, forse Pasquarello (in spagnolo Pasquareglio), diventato, poi, per una cattiva dizione di gergo Pasquarelli. Fino al 1861 Arpaise fece parte del Principato Ultra, poi passò alla provincia di Benevento. L’800 segnò il definitivo sviluppo di Arpaise che diventò così il capoluogo del Comune.

Curiosità

Arpaise è immersa in una regione nota per la sua gastronomia famosa per prodotti come cereali, olio, vino, nocciole e castagne.
Nei mesi autunnali, nella frazione Terranova, si producono le rinomate “Castagne del Prete” prodotto molto amato avendo una consistenza morbida e un gusto dolce. Chi visita questa zona può facilmente immergersi nei sapori autentici del sud Italia, provando piatti tipici nei ristoranti locali e acquistando prodotti freschi nei mercati o direttamente dai produttori. Presente anche l’allevamento. E’ conosciuto come patria di Generoso Pepe, fondatore del “Il progresso italo-americano”, famoso giornale letto dai nostri emigranti nelle terre d’America.

Webcam:

La webcam online su Arpaise offre una splendida veduta della piazza Santi Cosma e Damiano col santuario omonimo, e di piazza Donisi, consentendoci di osservare in tempo reale la vita che scorre, svelando scorci pittoreschi tipici dei borghi italiani.

Tour del centro storico