Montefalcone di Val fortore

Il paese sull'altura

Dov’è

Montefalcone di Val Fortore è il comune più alto della provincia di Benevento (830 metri sul livello del mare).  Ubicato al confine con la provincia di Foggia, in un territorio ricco di sorgenti ed aree boschive, l’abitato è arroccato su un declivio di una roccia calcarea dalla quale è possibile ammirare la valle del fiume Fortore ed un’ampia vista fino alle montagne abruzzesi e lucane.

Il territorio è prevalentemente costituito da pascoli e boschi. Tra questi ultimi, quello principale ha un’estensione di 230 ettari ed è ricco di querceti, cerreti nonché altri alberi quali abeti, frassini e castagni. Tra gli animali che abitano la selva è possibile osservare gazze ladre, colombacci, corvi, tassi, cinghiali, beccacce e volpi.



Da non perdere

Montefalcone può vantare un patrimonio naturale davvero straordinario. Tra le numerose pinete presenti nel suo territorio, quella in contrada Cavecchia si estende addirittura su 90 ettari mentre in località Trivolicchio nasce il fiume Fortore che sfocia nel Mar Adriatico dopo aver percorso 100 chilometri. Il centro storico vede ancora presente l’impostazione medievale, nonostante i danni patiti dai terremoti del 1962 e del 1980. Si sviluppa intorno al castello di cui restano solo pochi ruderi. Il possente maniero aveva una pianta romboidale avente nel mezzo un cortile dotato di ampia e profonda cisterna, atta ad immagazzinare l’acqua piovana, utilizzata durante gli eventuali assedi.

Montefalcone, inoltre, conserva oggi diversi luoghi di interesse e bellezze architettoniche, come il  Palazzo Marchesale (1400), il già citato Campanile della chiesa di San Filippo, il Santuario del Carmine (XVII secolo) ed il castello (1750).

Il santuario della Madonna del Carmine, iniziato nel 1604, è mèta di pellegrinaggi ed è oggetto di particolare venerazione. L’aspetto attuale dell’edificio è dovuto ai numerosi interventi di ristrutturazione e di ampliamento, susseguitisi nel corso del XX secolo. Degne di rilievo sono la statua settecentesca della Madonna e le vetrate istoriate, di fattura contemporanea.

Degne di nota sono pure due esposizioni comunali permanenti: il Museo della Civiltà Contadina ed il Museo Civico.

Il Museo della Civiltà Contadina, istituito nel 1982, è ospitato nei locali della scuola elementare del rione San Marco. L’esposizione ha lo scopo di illustrare la vita quotidiana della popolazione rurale del Fortore dei secoli scorsi. I numerosi reperti esposti (circa tremila) sono raccolti in tredici stanze e ciascuna sala è dedicata ad una specifica tematica.

Il Museo Civico, istituito nel 2004, dall’ottobre 2008 gode dello status di “museo di interesse regionale”. L’esposizione, ospitata in un edificio del centro storico appositamente ristrutturato, è divisa in tre sezioni. La sezione paleontologica conserva migliaia di fossili. Nella sezione archeologica, invece, mediante pannelli, reperti di scavo e ceramiche arcaiche, ritrovate nell’area archeologica del Palazzo, viene raccontata la storia di Montefalcone dall’antichità ad oggi. La terza sezione riguarda “L’evoluzione dell’uomo”. E’ visibile, oltre alle riproduzioni fossili di crani ominoidi, anche la riproduzione di una sepoltura di uno scheletro rinvenuto nella zona San Luca di Montefalcone, luogo di campagna in cui si ritiene ci siano stati i primissimi insediamenti abitativi del paese.

Storia

Come attestano reperti archeologici di epoca molto antica (quali tombe, monili e manufatti) il sito fu sede di insediamenti sannitici e, probabilmente, romani. Le notizie più antiche riguardo alla sua esistenza risalgono all’età normanna, quando compare nel Catalogus Baronum come parte della contea di Civitate. Nel 1269, sotto Carlo I d’Angiò, apparteneva a tale Matteo di Letto dal quale passò alla famiglia Di Tocco e, nel 1289, ai Mansella di Salerno. Successivamente divenne feudo di un Giannotto di Montefalcone, che la cedette alla famiglia Caracciolo; fu quindi portata in dote da Beatrice Caracciolo ai Loffredo (1585). Nel 1621 fu acquistato da Andrea de Martino: morto questi senza eredi nel 1640, divenne demanio regio e, nel 1645, fu venduto a Francesco Montefuscoli, marchese di Montefalcone. Passato ai De Sanctis, venne ceduto poi alla famiglia Di Sangro. Nel 1861, dopo l’unità d’Italia, fu aggregato alla Provincia di Benevento. Sono tuttora in buono stato di conservazione il campanile della chiesa di San Filippo, risalente al 1750 (della chiesa rimangono, invece, solo le mura perimetrali) e quello della chiesa di Santa Maria, costruito nel 1495. Del castello, edificato intorno al Quattrocento su una precedente costruzione difensiva sannitica, restano alcune mura perimetrali. Nel 1930 un terremoto lesionò la maggior parte degli edifici mentre nel 1962 un secondo sisma causò danni rilevanti: varie case furono rese inagibili da crolli parziali o gravi lesioni.

Curiosità

A Montefalcone è attivo un gruppo folcloristico che ha iniziato la sua attività nel 1932, in occasione della visita a Telese Terme del principe ereditario Umberto di Savoia. I membri del gruppo vestono il costume tradizionale del paese, ricco di ricami. I colori principali dei costumi sono il nero, il rosso e il bianco.

Nel mese di luglio si festeggia la Madonna del Carmine, mentre la festa patronale, dedicata a San Giovanni Battista, è fissata al 25 giugno.