Dov’è
San Lorenzo Maggiore è un piccolo gioiello incastonato tra le colline beneventane, un luogo dove il tempo sembra scorrere più lentamente, invitando chiunque vi giunga a fermarsi, osservare e lasciarsi avvolgere dal calore della sua gente e dalla bellezza della sua semplicità. Collocato nel cuore del Sannio, una terra antica e ricca di storia, dove le colline morbide si alternano a distese di vigneti e uliveti. Per raggiungerlo, bisogna addentrarsi lungo le strade che serpeggiano tra le valli del fiume Calore, in un paesaggio che sembra sospeso tra presente e passato. Il paese si trova a circa 30 chilometri a nord-ovest di Benevento, in una posizione strategica che un tempo lo rendeva un punto di passaggio tra le antiche civiltà sannitiche e romane. Il borgo è immerso in un’atmosfera tranquilla, con le sue case in pietra che raccontano storie di generazioni e il campanile che svetta come un guardiano silenzioso. Passeggiando tra le sue strade, si può respirare il profumo della tradizione, con l’eco delle feste patronali e il sapore autentico dei prodotti locali, come l’olio extravergine d’oliva e il vino Aglianico, che qui trovano una terra generosa e fertile.
Da non perdere
Chiesa di San Lorenzo: Questa chiesa è un esempio affascinante di architettura religiosa locale. Non dimenticare di ammirare gli affreschi e gli elementi storici che raccontano la storia del paese.
Centro Storico: Passeggiare per le stradine del centro ti permetterà di scoprire l’atmosfera autentica del paese, con le sue case in pietra e i caratteristici vicoli.
Castello di San Lorenzo: Anche se in rovina, il castello offre una vista panoramica sulla valle circostante ed è un ottimo posto per scattare foto.



Eventi Locali: Se capiti durante una festa o un evento locale, come la sagra di qualche prodotto tipico, non perderti l’occasione di assaporare la cucina tradizionale e immergerti nella cultura del posto.
Natura e Paesaggi: I dintorni di San Lorenzo Maggiore offrono splendidi paesaggi naturali. Se ti piace camminare, ci sono sentieri che ti porteranno a scoprire la bellezza della campagna beneventana.
Chiese più piccole come quella di San Bernardino e la chiesa di San Rocco custodiscono opere in marmo di Vitulano, pitture, decorazioni e statue di spiccata bellezza.


Il comune vivendo una forte influenza romana e sannitica presenta aree archeologiche, come nei pressi della chiesa di Santa Maria della Porta si trovano i resti di un ponte romano restaurato nel medioevo e costruito per permettere alla via Latina di superare ostacoli naturali. La tradizione vuole che sul ponte sia transitato Annibale. Sulla punta di una piccola altura chiamata Toppo di Limata si possono ritrovare le rovine di un castello, costruito nel periodo longobardo e ampliato successivamente.


Storia
Nel cuore del Sannio, il territorio di San Lorenzo Maggiore custodisce una storia che affonda le radici nella notte dei tempi. Già in epoca preistorica, l’uomo lasciò tracce del suo passaggio: tra queste, la celebre mandorla di Chelles, una scheggia di quarzite levigata probabilmente usata per la caccia, ritrovata nel 1915 nella località Limata e oggi conservata a Parigi. Secoli dopo, in pieno Medioevo, proprio Limata divenne un insediamento di rilievo. Nel 663 d.C., fu teatro di una sanguinosa battaglia tra le truppe longobarde del conte Mittola di Capua e l’esercito bizantino dell’imperatore Costante II, che uscì sconfitto dallo scontro. Grazie alla sua posizione strategica lungo il fiume Calore, Limata prosperò nel commercio e conobbe una rapida crescita demografica attorno all’anno 1000.
Con l’arrivo dei Normanni, la cittadina divenne una roccaforte dei potenti conti Sanframondo. Nel 1151, Guglielmo I Sanframondo menzionava il castello di Limata tra i suoi possedimenti, donando parte delle terre a un monastero. Secoli dopo, nel 1382, il castello accolse Luigi I d’Angiò, giunto per vendicare l’uccisione della regina Giovanna I di Napoli. I Sanframondo dovettero sfamare un intero esercito di cavalieri e cavalli. Nel XV secolo, Limata passò ai conti Carafa, ma il loro disinteresse per la cittadina, unito ai miasmi del fiume Calore, portò all’abbandono progressivo del borgo. Nel 1570, il suo ultimo parroco fu nominato, segnando la fine di un’epoca. Gli abitanti superstiti si rifugiarono sulle colline vicine, dando vita a quello che oggi è San Lorenzo Maggiore. Già nel 1532, il nuovo centro contava 81 famiglie, numero che salì a 206 nel 1595.
La cittadina si amministrava come gli altri borghi del Regno di Napoli, con un Consiglio eletto dai cittadini possidenti e sotto il controllo del Governatore di Cerreto Sannita. Ma la sua crescita fu segnata da eventi drammatici: il terremoto del 1688 distrusse gran parte dell’abitato, che venne ricostruito rapidamente, tanto che nel 1724 si contavano 1.700 abitanti.
Dopo l’Unità d’Italia, anche San Lorenzo Maggiore conobbe le ombre del brigantaggio, a testimonianza di un passato segnato da lotte, migrazioni e rinascite. Oggi, il borgo conserva il ricordo di Limata e delle sue vicende, un legame tra il passato e il presente che continua a vivere nelle sue strade e nelle sue tradizioni.

Curiosità
Ogni Venerdì Santo per il paese sfilano i battenti: uomini, donne e bambini senza volto e senza voce, coperti da un cappuccio e una tunica bianca che li rende irriconoscibili. I penitenti partono dalla chiesa per proseguire in una processione in cui camminano scalzi flagellandosi con la disciplina, una catena formata da piastre di ferro legate tra loro, camminano per i vicoli del paese per poi tornare al punto di partenza dove continuavo a colpirsi ancora più intensamente. Il motivo del percuotersi è quello di avvicinarsi a Cristo e al dolore che ha provato, in epoca medievale era invece un gesto principalmente indicato ad espiare i propri peccati.
Ogni anno, la prima domenica di luglio è dedicata alla tradizione della sfilata dei “carri di grano” in devozione alla madonna della Strada, le composizioni rappresentano soggetti sacri e vengono trainati da trattori, sfilano finché arrivati nel piazzale del convento si fermano allineati e vengono benedetti dal sacerdote.






